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Questa Vita che non ti appartiene

Ultimamente la mia preferenza va' verso il treno , piu' comodo per le tratte abituali ,  sul treno    capita di incrociare e poi riconoscere qualcuna delle sorelline che si e' decisa ed ha fatto il passo vivendo alla luce del sole la propria femminilita' , ovvio che molte sono talmente perfette come donna che ai piu' passano inosservate ma non sfuggono al mio occhio . Ovviamente  io in quei momenti sono En Homme e visto che  sono anche abbastanza riservata , mi riesce anche difficile superare la mia timidezza per attaccare bottone , pero' qualche volta capitano vicino e complice la durata del viaggio alla fine si finisce con il fare 2 chiacchere  e senza forzature aspetto che magari si rivelino e in quel momento  ovvio che trovano in me' un interlocutore disponibile ed interessato che una volta che poi prende confidenza si impiccia   per benino dei cavoletti loro e magari stimolate da "innocenti" domande  le spinge a raccontarsi  di se' e del "loro" mondo .
Durante queste chiaccherate  molto spesso ascolto storie di persone che sono solamente da ammirare , perche'  per inseguire il loro sogno o meglio il loro Io interiore hanno combattuto  battaglie con le famiglie e con gli amici che non le hanno capite e quindi poi le hanno lasciate sole  contro le difficolta' della vita   .Per non parlare delle loro personali battaglie verso i pregiudizi del mondo del lavoro per il quale decidere di fare la transizione o cercare di vivere la propria vita sia sempre e solamente sinonimo di poco di buono  . Ovvio che non per tutte e' successo questo , diverse volte con piacere ho anche ascoltato storie dove le mogli o la famiglia ha dato una mano e che la transizione e' andata a buon fine , dove il datore di lavoro o il dirigente dell'ufficio hanno accettato la situazione magari ponendo dei paletti , paletti che rispetto alle minacce di licenziamento o al licenziamento vero e proprio alla fine appaiono come mali minori perche'  siamo oneste non possiamo pretendere tutto da una societa' che a stento ci riconosce qualche diritto basilare anche se combattendo i pregiudizi alla fine arriveremo alla piena parita'   ,   ma queste sono una risicata minoranza , la maggior parte combatte anche solamente per vivere , dove ad un certo punto magari gli e' balenata l'idea di finire in strada , non per il facile guadagno ma solo per procurarsi i soldi per mangiare  , ma  loro dignita' di persone ha fatto si che la rifiutassero ed hanno continuato il loro percorso in mezzo a mille difficolta' .

Di solito al termine di questi viaggi mi rimane sempre un po' di amaro in bocca dato dal fatto che io in confronto a loro alla fine in qualche maniera vivo una vita nascosta ma in fin dei conti "normale" e non ho avuto il loro coraggio , perche' alla fine di questo si parla, di vivere la vita fino in fondo anche a costo di combattere per affermare i propri diritti   .

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